Una legge contro il lavoro nero e per la sicurezza

(ACRA) – Una legge i cui obiettivi sono due: da un lato contrastare e combattere il lavoro nero e i fenomeni elusivi a esso collegato, dall’altro favorire e promuovere la sicurezza. Sono questi i cardini della proposta legislativa che porta la firma del Consigliere regionale Leandro Bracco e che lo stesso esponente di Sinistra Italiana ha depositato da pochissimi giorni. “La funzione di controllo nei cantieri – esordisce Bracco – era affidata alle varie Casse edìli competenti per territorio le quali verificavano, per i lavori pubblici e privati, la congruità dell’incidenza della manodopera denunciata sul valore del singolo cantiere, per ognuno dei quali la Cassa edìle medesima doveva accertare che il quantitativo di manodopera impiegata nello svolgimento dei lavori fosse adeguato alla categoria di lavorazione e all’importo complessivo dichiarati per il lavoro. Le percentuali di incidenza minima della manodopera sul valore dell’opera erano fissate dall’Avviso comune del 17 maggio 2007”. “Nel caso di lavori pubblici (o privati con contribuzione pubblica) – prosegue il Consigliere regionale – il controllo avveniva con il DURC (Documento unico di regolarità contributiva) attraverso il quale si certificava la regolarità dell’impresa esecutrice per gli adempimenti nei confronti di INPS, INAIL e Casse Edìli e per ognuno la verifica di congruità della manodopera impiegata. Nei lavori privati l’attestazione di congruità doveva invece essere effettuata, se richiesta, al completamento dell’opera”. “Nel caso in cui la manodopera denunciata dall’impresa alla Cassa Edìle competente non avesse raggiunto la percentuale minima determinata convenzionalmente per quella tipologia di lavori, si sarebbe attivata una specifica procedura in cui la Cassa Edìle invitava l’impresa a integrare la denuncia con documentazione appropriata comprovante il raggiungimento attraverso costi non registrati alla Cassa Edìle”. “Sulla base della documentazione ricevuta – continua Bracco – la Cassa Edìle verificava la congruità con riferimento allo specifico lavoro oggetto del contratto d’appalto e quindi provvedeva a rilasciare la relativa certificazione”. “Il mancato raggiungimento della congruità comportava l’emissione a carico dell’impresa interessata di un documento di congruità irregolare che poteva essere sanato solo attraverso il versamento di una somma equivalente alla differenza di costo del lavoro necessario per raggiungere la percentuale indicata nella richiesta di DURC”. “Questo sistema di controlli – sottolinea Bracco – è stato integralmente eliminato dal decreto del ministero del Lavoro del 30 gennaio 2015 e dalla relativa circolare n. 19/2015 per effetto dei quali, dal 1° luglio dello stesso anno, il nuovo sistema DOL (Durc on line) ha sostituito la vecchia procedura del DURC. Da questa data la verifica della regolarità contributiva per le imprese impegnate nei lavori edìli in Abruzzo può essere effettuata solamente con il DOL accedendo ai portali INPS o INAIL ed effettuando un’unica interrogazione telematica inserendo il codice fiscale del soggetto da verificare”. “Nel nuovo sistema – riferisce l’esponente di Sinistra Italiana – la verifica della regolarità contributiva si basa esclusivamente sulla regolarità del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali effettuati dall’impresa alle tre gestioni INPS, INAIL e Cassa Edìle. Nel caso in cui la verifica sia positiva, il sistema genera automaticamente un documento in formato pdf non modificabile (DOL) che ha durata di 120 giorni dalla data di emissione sia per i lavori privati che pubblici e sostituisce a tutti gli effetti il DURC”. La nuova procedura di rilascio del DOL non prevede più la compilazione dei campi obbligatori specifici riferiti al cantiere, all’importo dei lavori, alla percentuale di manodopera impiegata e agli eventuali subappaltatori. In tal modo, in assenza delle necessarie informazioni, viene meno il controllo che la Cassa Edìle effettuava sulle dinamiche del cantiere con la verifica della manodopera utilizzata risultante nella denuncia degli operai impiegati inviata dalle imprese”. “Tale ‘deregulation’ – evidenzia Bracco – ha avuto come primo effetto l’aumento del lavoro irregolare e l’elusione della normativa sul lavoro a scapito dei lavoratori e delle imprese che invece rispettano le norme. La situazione è ancor più delicata nella nostra Regione dove a causa degli eventi sismici verificatisi a partire dal 2009, si hanno centinaia di cantieri aperti nei quali sono impiegati lavoratori senza alcun controllo da parte della Cassa Edìle relativamente all’incidenza della manodopera denunciata sul valore dell’opera”. “Il progetto di legge da me redatto, che fra l’altro non prevede oneri a carico del bilancio regionale, vuole istituire l’attestazione di congruità al fine di verificare la congruità stessa della manodopera impiegata nella realizzazione di un appalto. Il controllo verrà effettuato dalla Cassa Edìle competente per territorio che provvederà a rilasciare la dovuta certificazione. La necessità di reintrodurre un efficace sistema di controlli è ancor più urgente e indifferibile – conclude Leandro Bracco – alla luce dell’approvazione, ad aprile 2016, del nuovo Codice degli appalti che all’articolo 105 comma 16 stabilisce espressamente che ‘al fine di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, il documento unico di regolarità contributiva è comprensivo della verifica della congruità della incidenza della manodopera relativa allo specifico contratto affidato. Tale congruità, per i lavori edìli, è verificata dalla Cassa Edìle in base all’accordo assunto a livello nazionale fra le parti sociali firmatarie del contratto collettivo nazionale comparativamente più rappresentative per l’ambito del settore edìle e il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.” (red)

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