Licheri (SI) “La questura di Chieti blocca il rilascio dei permessi di soggiorno agli aventi diritto: depositata oggi un’interrogazione dal deputato Nicola Fratoianni per sbloccare questa situazione”

Daniele Licheri – Segretario Regionale Si

Dopo una segnalazione dell’Arci di Pescara su alcuni problemi inerenti le procedure per il rilascio dei permessi di soggiorno per motivi umanitari ai titolari di protezione umanitaria abbiamo depositato stamattina, tramite il nostro deputato Nicola Fratoianni, una interrogazione parlamentare.

La questura di Chieti, seconda una interpretazione della legge diversa dalle altre province Abruzzesi, non rilascia i permessi di soggiorno agli aventi diritto non in possesso di un passaporto in corso di validità, nonostante la competente Commissione territoriale abbia verificato e validato le ragioni del permesso.
Questa eccessiva burocratizzazione di fatto nega a tempo indeterminato, (perché l’iter è bloccato) un diritto già riconosciuto dai tribunali o dallo stesso ministero in commissione.
E’ un fatto molto grave, sia per l’incidenza su un diritto acquisito e per gli effetti psicologici negativi che crea questa attesa, sia per i problemi che si vanno a creare ai centri di accoglienza.
Crediamo sia importante che ci siano regole e procedure chiare e uguali per tutti e che il ministero degli interni debba immediatamente intervenire per evitare che ci siano trattamenti diversi a discrezione delle interpetazioni dei singoli territori.
Daniele Licheri – Segretario Regionale Si Abruzzo
Si allega testo interrogazione

FRATOIANNI. Al Ministro dell’Interno. Per sapere – premesso che:

Da notizie apprese dall’interrogante, pare che la Questura di Chieti abbia sospeso la procedura per il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari ai titolari di protezione umanitaria perché non in possesso di un passaporto in corso di validità, nonostante la competente Commissione territoriale abbia verificato e validato le ragioni del permesso;

Il rilascio del passaporto da parte della ambasciate di molti paesi di provenienza dei titolari di protezione umanitaria è complesso e la richiesta è molto spesso evasa con dichiarazioni di impossibilità di rilasciare il documento. Le documentazioni prodotte sono state portate all’attenzione della Questura di Chieti.
Pare persino che in taluni casi si siano innescati fenomeni corruttivi, per cui venivano richieste somme di denaro in modo arbitrario e con scarsa trasparenza per produrre passaporti falsi da parte di organizzazioni criminali;

Tale prassi, di fatto, impedisce la piena regolarizzazione di decine di persone che ne hanno diritto, relegando in un limbo giuridico donne e uomini che non sono espellibili, ma che per pura discrezionalità vengono privati della possibilità di accedere ai loro diritti;

Per altro, una vicenda molto simile, accaduta a Palermo e finita in controversia legale, è stata risolta dal Tribunale di Palermo che nella sua ordinanza numero 15122 del 21/12/2017, chiarisce come la Questura non abbia alcun titolo né ragione per richiedere il passaporto, in accordo a quanto definito dal d.P.R. 394 del 31/08/1999;

L’eccessiva burocratizzazione di procedure che dovrebbero essere più semplici e immediate, soprattutto in casi di accertata necessità di protezione umanitaria, non solo incidono negativamente sulla condizione psicologica e di vita dei richiedenti, ma accentuano le condizioni di difficoltà di centri di accoglienza;

Se il Ministro è a conoscenza della situazione;
Quali iniziative intende intraprendere per evitare che le Questure proseguano in una prassi sbagliata, controproducente e non prevista dalla legge.

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